
Le Cooperative Operaie di Trieste, Istria e Friuli vengono istituite il 26 ottobre del 1903, nello stesso periodo nel quale, a Vienna, si costituisce l'Unione delle società cooperative austriache.
La prima Guerra mondiale rappresenta un momento di grande difficoltà, dovuta alla carenza di personale e alla distruzione di alcuni punti vendita, ma si tratta di uno dei momenti storici nei quali le Cooperative Operaie si radicano con forza sul territorio, valorizzando il proprio spirito mutualistico e di solidarietà: il sistema di vendita legato alla distribuzione delle tessere del pane viene introdotto dalle Cooperative Operaie all'inizio del conflitto, e preso ad esempio dal sistema pubblico, che lo mutua e lo introduce a larga scala sul territorio.
La storia delle Cooperative Operaie è indissolubilmente legata alle vicende geopolitiche di Trieste, tanto che dopo il conflitto, con il ritorno di Trieste all'Italia, il fascismo incide in maniera determinante sul loro sviluppo: né il commissariamento, introdotto nel 1925 dal regime fascista, né la crisi economica degli anni Trenta incidono però sull'operatività, tanto che alla fine degli anni Venti le Cooperative Operaie costruiscono una nuova sede, e soprattutto avviano l'attività del magazzino e del più moderno panificio automatico d'Europa che sorgono nella stessa zona nella quale, attualmente, Cooperative Operaie gestisce il più grande ipermercato sito a Trieste, nell'ambito del centro commerciale “Le Torri d'Europa”.
Con regio decreto, nel 1935, le Cooperative Operaie vengono trasformate in “ente morale”, perdendo parte della propria autonomia giuridica, diventando però uno strumento di regolazione del mercato commerciale di un ampio territorio. Con questa forma statutaria affronteranno la grande crisi della seconda guerra mondiale, quando mercato nero, incertezza deconomica, e le fisiche distruzioni dei punti vendita rendono l'attività complessa. Nonostante il contesto, ancora una volta nel periodo di difficoltà generalizzata le Cooperative Operaie ottengono maggiore ruolo e radicamento sul territorio: grazie alla propria massa critica e al proprio ruolo pubblico e sociale, infatti, le Cooperative Operaie si assumono in questo contesto un compito strategico, quello di rendere disponibili i generi alimentari agendo anche da calmiere per i prezzi.
Finita la guerra, le Cooperative Operaie festeggiano il proprio cinquantennale della fondazione mantenendo il proprio status di “ente morale” garantito anche dalle forze alleate, ma la ricorrenza non viene celebrata con enfasi.
Sempre attente all'innovazione, dopo aver introdotto il modello self service, le Cooperative Operaie puntano anche alla realizzazione dei negozi con formula Discount: siamo nel 1977, e inizia per il marchio un periodo di grande sviluppo e ascesa. Anche la situazione economica e geopolitica trova un proprio assestamento: alla fine degli anni Settanta le Cooperative Operaie aprono un lungo e laborioso dibattito politico e giuridico, che ha quale obiettivo quello di tornare ad essere gestite attraverso un sistema cooperativistico, recuperando la propria autonomia giuridica.
Il percorso amministrativo dura due anni, con la costituzione di apposite commissioni: si evidenzia anche l'intervento diretto del presidente della Repubblica Sandro Pertini, e serve, nel 1980, una legge regionale del Friuli Venezia Giulia per ripristinare, aggiornandola, la forma giuridica cooperativistica che nel 1906 aveva permesso di realizzare questa importante realtà economica: il percorso si conclude il 7 gennaio del 1980, data che segna l'entrata nella modernità delle Cooperative Operaie.
Gli anni Ottanta segnano uno sviluppo delle vendite, ma anche un importante sviluppo nel segno degli investimenti in logistica: viene aperto un nuovo magazzino nella zona di Valmaura, che aggiorna e amplia i sistemi di deposito e distribuzione delle vendite nei punti vendita, elemento che permette di consolidare l'attività in Friuli Venezia Giulia e mantenere ampie quote di mercato negli anni Ottanta.
Negli anni Novanta le Cooperative Operaie iniziano a guardare allo sviluppo in altri territori. Dopo che le condizioni geopolitiche avevano ridotto il raggio d'azione del sistema eliminando di fatto la possibilità di investire in Istria, è il Nord Ovest il territorio naturale di espansione: tra il 1995 e il 1997 le Cooperative Operaie attivano due fusioni per incorporazione, con piccole realtà come la Cooperativa di Aviano e Roveredo, e quella di Torre di Pordenone: l'acquisizione permette di aumentare di dieci il numero dei punti vendita, e di essere presenti in tutte le province della regione.
Il passaggio al nuovo millennio segna un momento storico per le Cooperative Operaie, che si avvicinano al secolo di attività pianificando grandi investimenti: nel 2003 si inaugura il più grande ipermercato di Trieste.
Con un totale di 42 punti vendita, 718 dipendenti, e la forza di 103mila soci, le Cooperative Operaie sono oggi il principale competitor nel settore della grande e piccola distribuzione del Friuli Venezia Giulia. Il ruolo mutualistico e sociale rappresenta, in questo momento di grave crisi economica, uno degli elementi centrali che si compongono di etica, orientamento allo sviluppo e – ancora una volta, come accaduto in passato – capacità di regolare i prezzi sul territorio, a vantaggio dei consumatori del Friuli Venezia Giulia. L'attenzione agli investimenti rappresenta sempre un elemento chiave per la conservazione del ruolo sul territorio, ma anche per la garanzia di sviluppo: entro il 2013 Cooperative Operaie aprirà due nuovi punti vendita in provincia di Trieste (Duino e Via Cumano) in zone nelle quali, nei prossimi dieci anni, è previsto un forte aumento demografico e sviluppo.
Anche sul fronte del mercato del lavoro le Cooperative Operaie si distinguono per il proprio ruolo: un’ampia componente femminile tra la forza lavoro contraddistingue le risorse di questa realtà, così come l'aspetto economico finanziario solido e proiettato al futuro e caratterizzato da un patrimonio immobiliare aggiornato e di valore, un livello di investimenti di euro 50 milioni depositati in titoli di stato, a garanzia del prestito sociale (attività finanziaria svolta dalle Cooperative Operaie) e un bilancio in positivo che permette di assolvere al proprio ruolo commerciale, imprenditoriale e mutualistico rivolto alla popolazione del Friuli Venezia Giulia.